Il movimento nel Teatro – Grotowski

Il teatro è un’arte che ha sempre affascinato e coinvolto: è nato per la gente e si è sempre rivolto alla gente.

Un modo per fuggire dalla realtà per un breve tempo.
Un modo per entrare nella vita di qualcun altro e farla propria.
Un modo per raccontare una storia e farla vivere a chi la ammira e ascolta.

“Il teatro è così infinitamente affascinante perché è così casuale. E’ come la vita.” diceva Arthur Miller.

Ma, come si fa “a far teatro”?
Cosa ci vuole per diventare ed essere un bravo attore e cosa possiamo fare per imparare al meglio?

Innanzitutto bisogna dire che, il teatro non è fatto solo di parole.
Il testo a cui affidarci non basta per fare di una grande copione una grande opera.
Il Teatro, come la vita, è un mix di elementi.
Il testo serve, certo, ma non è tutto. Se bastasse questo tutti saremmo dei grandi attori e delle grandi attrici.
Il Teatro abbraccia anche altri elementi.
È fatto di emozioni, di gesti, di intonazione della voce, di espressività, di luci, di ombre, di suoni, di silenzi…

Per cominciare ci soffermiamo però su un elemento fra tutti: il MOVIMENTO CORPOREO.
Possiamo tranquillamente affermare che un attore è chiamato a interpretare innanzitutto un ruolo, e questo lo fa principalmente con il proprio corpo.
Si muove, spazia, cammina lungo il palcoscenico, assume in tutto e per tutto le sembianze di qualcuno.
Stanislasvkij, grande attore, regista, scrittore e teorico teatrale russo, ci ricorda che per realizzare un personaggio, l’attore deve “perfezionare” il proprio corpo.
Questo non vuol dire appunto diventare muscolosi e prestanti,  ma di saper fare esercizio.
L’esercizio ha lo scopo di dare elasticità e plasticità al corpo per averne piena padronanza.
Si rappresenta un’opera teatrale anche e soprattutto con il corpo.
Come potrebbe un attore recitare ruoli dinamici senza la padronanza totale del proprio corpo?

Un grande protagonista della “preparazione del corpo dell’attore” fu sicuramente Grotowski.

Grotowski rivoluzionò il teatro del suo tempo e, insieme al suo allievo Eugenio Barba, è considerato uno dei padri del teatro contemporaneo.
Nella sua opera Per un Teatro Povero (1968) dichiarò che il teatro non avrebbe potuto né dovuto competere con lo spettacolo travolgente del film, ma avrebbe dovuto concentrarsi sulla radice più profonda dell’atto teatrale: gli attori di fronte agli spettatori.

I suoi studi sono entrati a far parte della metodologia di preparazione del corpo dell’attore, all’interno delle scuole di tutto il mondo.

Il training mira così a rendere gli attori consapevoli del proprio corpo, a concentrarsi su di esso e ad esplorarlo, attraverso esercizi mirati, rendendolo plastico, duttile e forte.
Il lavoro viene impostato sulle “cerniere del corpo” a partire dai piedi fino ad arrivare alla testa.
Coinvolge i vari impulsi energetici per rendere vitali tutti i muscoli…anche quelli che non sappiamo di avere).
Aiuta a controllare al meglio ogni azione scenica attraverso esercizi di resistenza muscolare (ribaltate, verticali ed equilibrio).

Un training fisico completo ma che rende l’attore consapevole di  ogni suo gesto teatrale.

Anche nel percorso proposto nella Piccola Accademia di Fantalica, sia nel percorso base che in quello Avanzato, la fase di preparazione o training si basa sugli studi del grande Grotowski.

A seguire un video di alcuni esercizi.